Alla segretaria del defunto patron dell’esselunga Bernardo Caprotti, andranno la metà dei soldi dell’eredità. La collaboratrice ha ancora oggi un contratto con Esselunga ed aveva ricevuto 10 milioni di euro in donazioni.


Ai 5 nipoti dell’imprenditore, l’altra metà dei conti correnti e titoli, ossia 15 milioni a testa. 

Prima di morire al fine di evitare “ulteriori contrasti e pretese” consentendo a tutti “di vivere in pace nei propri ambiti“, il Caprotti, ha suddiviso in maniera impressionante e precisa tutti i propri averi.

Alla moglie Giuliana Albera va un appartamento a Cassina Rizzardi, la proprietà di Fubine nel Monferrato con “la casa di caccia e altri quattro cascinali”, la barca “Alfamarine”, la metà della casa di Skiatos in Grecia (l’altra metà andrà alla figlia) l’intero possedimento di alcuni chilometri “sul mare” a Zonza nel sud della Corsica, e alcuni quadri tra cui una “Madonna modesta” di Zandomeneghi. Altri due quadri valutati 200 mila euro ognuno sono stati donati prima della morte alla Chiodi.

“Non mi attarderei ulteriormente su cose passate, data l’entità di quanto sto disponendo”, quanto non espressamente precisato, compresi tutti gli effetti personali, andranno alla moglie e alla figlia Marina.