Quando si leggono sul web, dai siti Internet specializzati nel mondo delle due ruote, le recensioni dei caschi da moto arai , ci si accorge subito del fatto che la parola più scritta, la più indicata e la più ricorrente è ‘comfort’.


La spiegazione sta nel fatto che i caschi da moto Arai hanno nel comfort una delle peculiarità principali nonostante quello relativo alla comodità sia di norma una percezione tipicamente soggettiva. Tante opinioni personali nella stessa direzione, pur tuttavia, lasciano intendere come il comfort offerto dai caschi Arai sia sostanzialmente di livello superiore rispetto a quello proposto sul mercato dagli altri brand.

L’opinione comune per cui i caschi moto Arai siano i migliori arriva anche dal mondo sportivo a livello agonistico, ovverosia dai piloti motociclisti e da quelli della Formula 1 che hanno bisogno di un casco che garantisca sicurezza ma anche comfort considerando che anche per un tempo fino a due ore consecutive occorre rimanere concentrati in condizioni spesso estreme e rappresentate non solo dalla forte competizione in pista, ma anche dalle temperature elevate.

Arai per i caschi, oltre che per il comfort, spicca anche per la sicurezza in quanto i prodotti vengono immessi sul mercato considerando anche il fatto che la capacità di un casco di assorbire gli impatti può essere testata in laboratorio, ma si tratta in ogni caso di una simulazione.

Di conseguenza, Arai da decenni raccoglie ed analizza i dati sugli incidenti in modo tale da realizzare caschi che offrano il massimo della sicurezza proprio in ragione di tutti i dati e di tutte le rilevazioni sul campo. Da questo punto di vista sono fondamentali i dati raccolti da Arai nel settore delle corse, dalla Formula 1 e passando per la MotoGP con la conseguenza che ogni casco acquistabile è sicuro non solo ed esclusivamente sulla base del soddisfacimento degli standard di laboratorio.

Basti pensare, come mette in risalto proprio Arai, che la velocità richiesta per i test di laboratorio è di appena 28 chilometri orari, ovverosia quella di un ciclista e non quella di chi indossa un casco e sta guidando un moto. Lo scenario dei test di laboratorio, quindi, per realizzare un casco sicuro non basta per il semplice fatto che, rispetto ad una qualsiasi simulazione, il mondo reale è, purtroppo, semplicemente più rischioso.

Inoltre, fermo restando che nessun casco garantisce protezione assoluta, specie se la linea di impatto è diretta, è importante sapere che si possono drasticamente ridurre le energie d’impatto che il casco deve assorbire  se questo riesce a rimbalzare sugli ostacoli ed a scivolare sulle superfici irregolari.