La rete ferroviaria italiana si è profondamente trasformata in questi ultimi anni: da un sistema di treni regionali, diretti, Eurocity, si è arrivati ai treni ad alta velocità, Frecciarossa e Frecciabianca, che hanno quasi soppiantato le altre categorie di treni, almeno sulle lunghe percorrenze. La condizione attuale è tale per cui per gli spostamenti si è quasi costretti ad usufruire di un “Frecciarossa” che è più veloce ma costa anche molto di più delle soluzioni percorribili precedentemente. Gli utenti dei treni hanno il vantaggio di spostamenti più rapidi ma hanno anche il disagio di avere poca scelta.

Sempre più persone sono pendolari di lunga percorrenza: se un tempo i pendolari affrontavano spostamenti quotidiani di poche decine di chilometri, oggi gli spostamenti hanno entità anche di centinaia di chilometri. Il costo degli abbonamenti pesano sul mensile egli aumenti annunciati da Trenitalia sono davvero pesanti: il 35%.

Molte proteste si sono levate fino ad arrivare ad un intervento dello Stato in materia di aumenti degli abbonamenti. Il risultato è la sospensione degli aumenti così come determinati, dimezzando l’entità. I pendolari subiranno un aumento del loro abbonamento “solo” del 17,5% a partire dal mese di marzo. Per il mese di febbraio l’aumento sarà applicato interamente ma l’utente potrà richiedere il rimborso del 50% dell’aumento pagato. Trenitalia sta studiando la modalità di rimborso e presto farà sapere come fare per avere in restituzione quanto pagato in più.