E’ una visione diametralmente opposta quella legata ai dati su lavoro, contratti di assunzione e disoccupazione in Italia nel 2016, tra i sindacati. Se da un lato infatti la Cisl si dice ottimista, la Cgil invece rimarca l’eccessiva quantità di precaria ed il calo delle assunzioni; sindacati in disaccordo dunque, ad eccezione di un elemento, la necessità di intervenire al più presto per rinnovare i troppi contratti scaduti. Secondo la Cisl, che vede segnali positivi seppur con troppi contratti scaduti e non rinnovati, è necessario agire sull’Irpef perchè il lavoro torni ai livelli occupazionali del periodo pre crisi mentre secondo la Cgil da gennaio a settembre 2016 vi sono state solo 926.000 assunzioni a tempo indeterminato, ovvero il 32% in meno del medesimo periodo dell’anno scorso.


Per quanto riguarda l’occupazione, si registra un incremento più marcato nel sud Italia, con un parziale ripiegamento, nel secondo trimestre del 2016, del divario occupazionale esistente tra nord e Mezzogiorno, anche se rimane molto elevato il gap tra queste macroaree d’Italia. La Cisl sottolinea che migliora il Dominio della Coesione Sociale, per effetto del ridimensionamento degli “elevati divari occupazionali di genere”. Di contro la Cgil rimane pessimista sottolineando come siano aumentate solo le assunzioni a termine, 2,7 milioni e quelle stagionali, 470.000 ma non le assunzioni a tempo indeterminato, fortemente in calo; ricordando poi che l’incremento dei rapporti stabili del 2015 era trainata dagli sgravi contributivi. La Cgil ricorda inoltre che il saldo occupazionale totale del tempo indeterminato pur rimanendo attivo (+47.000), si è fortemente ridotto rispetto allo scorso anno (+520.000) e risulta anche ampiamente inferiore rispetto al 2014 (+105.000).