Crescono i contratti a tempo indeterminato nei primi nove mesi del 2016. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato, analizzando i contratti di lavoro stipulati da gennaio a settembre 2016, e confrontando il numero con quello dei rapporti di lavoro cessati. E’ emerso che sono stati stipulati 1.213.334 contratti a tempo indeterminato e 1.165.879 cessazioni di rapporti di lavoro stabili, con una differenza in positivo di 47.455 unità; un saldo inferiore del 0% rispetto a quello registrato nel medesimo periodo del 2015, ovvero 519.690 unità, anche se occorre ricordare che lo scorso anno era in vigore l’esonero contributivo previdenziale totale per le assunzioni a tempo indeterminato.


Sono aumentati del 4% rispetto al 2015, i licenziamenti nei primi nove mesi dell’anno, passando da 430.894 a 448.544, con un incremento del 28% di quelli avvenuti per motivi disciplinari. Tito Boeri, presidente dell’istituto, ha spiegato che è aumentata l’occupazione e che si registra un calo della probabilità di essere licenziati dal 2014 in poi, con una riduzione delle dimissioni volontarie ed un aumento dei licenziamenti disciplinari.