I lavoratori del gruppo Roberto Cavalli della sede milanese del noto marchio di moda sono in agitazione dopo la decisione del gruppo di chiudere questa sede. Sono 150 i lavoratori interessati da questa chiusura, dei quali 50 sono destinati ad essere posti in mobilità mentre i restanti 100 devono trasferirsi a Firenze per mantenere il lavoro.


Si può comprendere come questa soluzione sia difficilmente praticabile, significherebbe spaccare in due le famiglie, con la moglie o il marito che continua a lavorare nel suo posto di lavoro e l’altro coniuge che deve lasciare coniuge e figli e trasferirsi a quasi 500 Km di distanza.

Evidentemente se nell’apparenza il posto di lavoro continua a essere garantito, almeno per due terzi dei lavoratori milanesi, nei fatti il trasferimento della Roberto Cavalli nella sede fiorentina rappresenta la perdita di lavoro per la maggior parte dei Lavoratori meneghini. In totale il gruppo di moda italiano Roberto Cavalli, riduce il proprio organico da 672 unità a 472. Questo è motivato dall’azienda con la riduzione del mercato dell’abbigliamento che impone una riorganizzazione globale dell’azienda, che passa anche attraverso un ridimensionamento del personale e un taglio dei costi gestionali.