Il governo ha illustrato quello che dovrebbe essere il provvedimento per superare lo scoglio della Legge Fornero, l’anticipo della pensione (Ape) che prevede 36 anni di contributi, ridotti a 30 per disoccupati, disabili e famigliari di disabili e il tetto di assegno di 1350 Euro lordi per usufruire della gratuità dell’anticipo, per tutti gli altri il mutuo resta a carico proprio.


I Sindacati criticano queste conclusioni in quanto, come denuncia la Segretario della CGIL Susanna Camusso, non corrispondono a quanto concordato nella bozza siglata il 28 settembre tra Governo e Sindacati. In tale bozza, sostengono i Sindacati, si parlava di 20 anni di contributi e del tetto dell’assegno a 1500 Euro lordi, proposti dal Governo contro una richiesta sindacale di 1650.

Le determinazioni governative rispetto all’Ape sono, quindi, sensibilmente diverse da quanto concordato, vanificando tutta la mole di lavoro nelle diverse sedute congiunte per trovare un accordo al quale si è infine faticosamente giunti ma che infine non è stato assolutamente rispettato. I Sindacati con questo mettono evidentemente in discussione l’affidabilità di Renzi e del suo Governo, già messa in discussione anche all’interno del PD nell’ultima riunione della Direzione del partito.