Innanzi tutto chiariamo che questo articolo NON VUOLE FARE POLITICA.


Non spetta a noi giudicare la decisione di andare contro i dettami dell’Unione Europea in materia di legge di programmazione economica e finanziaria, ne quella di fare ulteriore debito pubblico per finanziare flat-tax e reddito di cittadinanza. Tutto ciò è stato legittimamente deciso dal governo eletto di uno stato sovrano come l’Italia.

È  un dato di fatto però che, la situazione attuale e l’immediato futuro saranno caratterizzati da una relativa incertezza e instabilità che potrebbe portare a decisioni drastiche come già accaduto in Grecia nell’estate del 2015 (capital control e divieto di prelevare soldi dal proprio conto corrente perfino attraverso i bancomat) dove l’intera popolazione si è trovata ad un certo punto a non avere nemmeno la possibilità di pagare la spesa al supermercato.

Non serve nemmeno andare tanto indietro nel tempo per ricordare quello che è accaduto in Italia stessa nel 1992, quando zitto zitto in una notte di Settembre il Governo, al momento guidato da Giuliano Amato, decretò la rapina dell’8×1000 dai tutti i conti correnti Italiani (il famoso e famigerato prelievo forzoso) per combattere la speculazione dei mercati finanziari contro la nostra valuta e il nostri titoli del debito pubblico (vi ricorda qualcosa?). E di certo le affermazioni dei leader dei principali partiti di governo, che parlano del risparmio degli italiani come garanzia della solidità della nostra economia, non sono affatto rassicuranti.

Patriottismo a parte, qualsiasi buon padre di famiglia deve essere previdente, e così come assicura la sua automobile contro il rischio di finire in mezzo ad una strada in caso di incidente così deve avere pronto un PIANO B, un’uscita di emergenza se le cose dovessero mettersi male.

La prima cosa da fare è diversificare il proprio rischio, aprendo un conto corrente bancario all’estero e trasferendovi una parte dei propri risparmi in modo che in caso di collasso del sistema bancario Italiano (con lo spread a 400 sarebbero davvero poche le banche italiane a non avere problemi).

NIENTE DI ILLEGALE: la legge Italiana permette (per adesso, ancora per quando non si sa) l’apertura di un conto corrente bancario ovunque in Unione Europea o nel mondo e permette trasferirvi qualsiasi importo. Ovviamente le cifre trasferite devono essere state dichiarate in Italia e devono essere i proventi di lavoro dipendente, autonomo o dividendi societari.

L’unico obbligo è quello di dichiarare l’esistenza del conto corrente nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RW), se la giacenza media supera i 15.000 euro annuali.

Al giorno d’oggi grazie ad Internet è possibile aprire un conto corrente bancario vero e proprio in UE senza muoversi dall’Italia grazie alla banca tedesca N26.

N26 è una banca online, pienamente autorizzata dalla Banca Centrale Tedesca, e dalla Banca Centrale Europea, ad offrire i propri servizi in tutta Europa (eccetto Malta e Cipro).

Con il suo piano base è un conto completamente gratuito fornito di una carta di debito con cui è possibile ricevere ed inviare pagamenti con il proprio IBAN e pagare online o nei negozi o prelevare contante al bancomat in tutto il mondo.

Il processo di registrazione ed attivazione del proprio conto, che può essere fatto  dal sito web o dall’APP (disponibile per dispositivi Apple ed Android),  prevede l’invio del proprio documento d’identità per identificare il beneficiario ultimo del conto, come previsto dalle leggi europee contro il riciclaggio di denaro.

N26 è una banca vera e propria, per questo i depositi nei conti sono PROTETTI FINO A 100.000 euro dal fondo di garanzia dei depositi della Banca Centrale Tedesca, quindi per somme medio/alte è una buona alternativa al riparo dalla fragilità del sistema bancario Italiano.